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Borore si trova ai piedi della catena del Marghine, nell’altipiano basaltico di Abbasanta.
Tra le particolarità di Borore vi l’appellativo di “Paese delle Tombe dei Giganti“, non un nome a caso visto il gran numero, ben 8 tra cui le monumentali tombe di giganti di Imbertighe e di Santu Bainzu.

Imbertighe è tra le più famose e si trova in ottimo stato di conservazione, si trova appena fuori dall’abitato  tra le località Su fangarzu e Giunchedu.

L’archeologo scozzese Duncan Mackenzie ne curò il rilievo nel 1908.

Essa fu definita dall’archeologo Giovanni Pinza come «il prospetto del più bel sepolcro di giganti che si conosce in Sardegna». L’intera sepoltura aveva una lunghezza di 11,50 m, con il vano funerario di 1 m di larghezza per 9 metri. La monumentale stele è alta 3,65 metri, al centro dell’esedra, composta di tre filari di conci, ancora in situ che rendono ancora perfettamente la pianta della sepoltura e il tipo di costruzione.
Appena fuori dal paese di Borore si trova anche quella di Santu Bainzu (San Gavino), ben conservata seppure ormai quasi priva della cornice che resta invece visibile nella parte superiore.
La stele subì una lesione dovuta a un fulmine e venne restaurata negli anni sessanta.
Conserva tuttora la sua imponenza, a poche decine di metri si trova anche la chiesetta campestre di dedicata a San Gavino.
Ma le Tombe dei Giganti non solo le uniche bellezze legate al territorio, vi sono ben 25 nuraghi disseminati nel territorio di Borore.
Vicinissimo all’abitato di Borore, nella periferia nord si trova il complesso nuragico Duos Nuraghes,  formato da due torri distanti una decina di metri circa l’una dall’altra.
Le torri sono circondate da un vasto villaggio di capanne, scoperte in occasione delle campagne di scavo condotte da archeologi americani.
La più antica è la torre Sud, dove sono stati trovati 14 livelli di depositi culturali, il più profondo e quindi più antico dei quali, che data l’intera torre, risale secondo le analisi al 2000 a.C. circa

Vi sono diverse cooperative e guide che offrono itinerari escursionistici attraverso i nuraghi della zona e le tombe dei giganti.

Un territorio di rara bellezza dove si respira un’aria arcaica, la tipica conformazione dei terreni prevalentemente basaltici fa risaltare la vegetazione e splendidi panorami si aprono alla vista.
Qui di seguito un elenco delle aree di interesse archeologico:
  • domus de janas: Ortigosu, Preitza, Preitza II, Mura ‘e pungas, Putzu, Serbine, Tannara;
  • dolmen: Muttianu, Giuanne Pedraghe, Arghentu, Serbine, Serbine II, Sa mata ‘e sa ‘ide, Pedra in cuccuru (corridoio dolmenico, allée couverte);
  • menhir: Busola, Putzu;
  • tombe di Giganti: Imbertighe, Santu Bainzu, Figu, Uore, Su ‘acchileddu (due tombe), Su Norbanu, Giuanne Pedraghe, Sa mata ‘e sa ‘ide;
  • Fonti sacre nuragiche: Uore;
  • nuraghi: Porcarzos, Toscono, Bighinzone, Craba, Oschera, Duos Nuraghes (due nuraghi a breve distanza), Figu (completamente distrutto con la costruzione del cimitero), Columbos , Cherbos, Tresnuraghes, Imbertighe, Pischedda, Uore, Suerzu, S’Infurcadu, S’Istrampu (potrebbe essere stato un semplice recinto nuragico), Magossula, San Sergio, Urpes (completamente distrutto con la costruzione della linea ferroviaria), Ludrau, Busaggione, Interenas, Paule Nivazzi, Casas, Pedru Feghe, Mura sa figu, Padrulazzu (andato distrutto da tempo con ampliamento del centro abitato), Interenas, Arghentu, Albu.

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